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La banca dei semi
di Luca Bracali
L’inviato di Oasis ha visitato il Global Seed Vault, una gigantesca Arca di Noé nascosta nel cuore di una montagna, dove sono custoditi i semi di tutte le piante del mondo.
Difficile immaginare cosa possa nascondere al suo interno quella specie di panettone gigante, ricoperto da un folto strato di zucchero a velo. In realtà il Plåtafjell, questa misteriosa montagna innevata, cela una delle più grandi risorse genetiche dell'intera umanità. Siamo a Longyearbyen, capoluogo delle Svalbard, una manciate di isole e isolotti situati a 1.200 chilometri dal Polo Nord, popolate da 2.500 abitanti e da circa 3.000 orsi polari. Geologicamente parlando, a causa della loro migrazione territoriale, sono depositarie di un patrimonio sedimentario unico al mondo: basti pensare che circa 600 milioni di anni fa si trovavano in prossimità dell’Antartide, 350 milioni di anni fa transitavano dall’Equatore e adesso sono già entrate nella calotta polare Artica.
Ed è proprio qui, nello sconfinato regno dei ghiacci, che si trova da qualche anno un altro scrigno di tesori: il Global Seed Vault, la banca mondiale dei semi. Incuneata all’interno del Plåtafjell, questa immensa arca di Noè in apparenza è un monolite in cemento che attraverso un tunnel di circa 130 metri, scavato nell’arenaria, sfocia in tre caverne, le tre camere principali di deposito. Due di esse sono ancora vuote, in attesa di ricevere nuovi duplicati di semi, mentre la “chamber 2”, il cuore pulsante di questa inaccessibile struttura dove si vocifera che nemmeno Bill Gates (uno dei suoi fondatori), Al Gore e il principe di Norvegia abbiano avuto accesso, ne contiene attualmente circa 800.000, ben lontani dalla capacità totale di immagazzinamento che è stimata sui 5 milioni.